Commento o parole in libertà per “EXPEDITION NOCTOURNE autour DE MA CHAMBRE quattro ore in compagnia del conte Xavier di Mestre

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Per poter riproporre il mio viaggio in compagnia dell’autore, mi sono impadronita di 26 pagine del suo libro, quelle necessarie a compiere la mia spedizione  e ciò lasciando solo alcune frasi o parti di frase che potessero esprimere una storia completa. Quello che non mi era necessario l’ho sbarrato anche se si può leggere lo stesso le parole celate. 
Nelle quattro foto ho utilizzato un amico che ha interpretato il duplice personaggio di Xavier e me stessa per ricreare l’ombra o la sagoma che percorre la stanza, per altro il mio studio… Di Mestre invece è il porto italiano meno romantico, non poetico, privo di attrattiva, che per nulla fa pensare con emozione a viaggi memorabili.
Potrei aggiungere che in un’epoca dove viaggiare è solo un ritrovare nuovi scenari con molti indizi uguali ovunque, dove il souvenir è prodotto in un posto e poi distribuito dappertutto.  Cambia il panorama, si abbandonano i luoghi consueti e si pensa di ritrovare altrove la ragione o le ragioni della nostra fatica giornaliera. I tempi sono accelerati e l’ attenzione necessaria al nostro vissuto diventa improponibile per colpa di tempi stretti e rigorosi. Pensieri che sono i rumori di fondo che impediscono la consapevolezza dello strare in questo momento, non nello ieri e non nel futuro ma solo rigorosamente nell’adesso.
Ultimo pensiero probabilmente non necessario è il ricordo delle lettere scritte nell’infanzia e nella prima adolescenza a mia nonna dal Brasile che erano rispedite al mittente con vistose barrature per ricostruire una grammatica italiana difficilmente masticata da una che frequentava la scuola inglese, in un paese dove si parlava portoghese e che a tavola doveva esercitarsi in francese.

Il titolo del libro di Xavier de Maistre  mi ha incuriosito perché mi ha fatto  pensare ad un modo diverso di intraprendere il viaggio, che in questo caso diventa una ricerca di uno spazio interiore, personale, intimo e forse attento a una realtà mentale.
Questo  è stato il primo motivo che mi ha spinto ad avvicinarmi al testo francese… il tutto avveniva parecchi anni fa. Poi mi tornò il desiderio per una coincidenza, quella di fare un lavoro per un concorso indetto dalla  Costa Crociere,  tema “il viaggio” ovviamente …
Per un certo periodo mi ispiravo volentieri ai temi di concorso più diversi. Questo avveniva circa negli anni 90 e mi ha dato l’opportunità di ripescare Xavier de Maistre.  Per un lungo periodo mi aveva intrigato forse perché senza saperlo è stato un precursore del surrealismo e forse anche per il  titolo stesso del suo libro, che a mio parere rappresenta un pensiero  concettuale.
Tutto ciò è curioso: dopo aver lavorato su questo testo, ho seguito la meditazione buddista “sattipattana vipassana secondo il metodo Masi” consigliatami da un amico psichiatra che a sua volta si stava interessando a questa pratica. Chiusa parentesi.
  
Nel 2001 mi viene fatta da parte di Roberto Borghi la proposta di partecipare a una  mostra dal titolo “Effetto Notte”. Riprendo il progetto e sviluppo il lavoro.
L’operazione ruota intorno a 4 momenti fondamentali dell’expédition, la quale inizia alle 8 di sera e finisce a mezzanotte in punto.  Le foto che rappresentano questi quattro tempi  hanno come titolo:
1° dalle 8 alle 9 p.m
2° intorno alle 10,30 p.m        
3° forse le 11 p.m
4° mezzanotte
Il resto del lavoro è costituito da 2 foto di grande dimensione, la prima e l’ultima pagina dell’expedition nocturne che dal mio punto di vista sono le più importanti perché segnano l’inizio e la fine di una storia, di un viaggio, di un percorso prestabilito … altre rimanenti 24 foto, tratte dalle 26 pagine prese in esame, fotografate con la stessa cornice dei quattro tempi, ridotte di  dimensione  e disposte in 4 file verticali. In tutto costituisce un’istallazione di 30  pezzi per una dimensione di parete di 6 metri in uno schema stabile .
Il lavoro scaturiva dalla necessità di ritrovare un pensiero che avesse potuto ricreare un mio personale viaggio all’interno di un spazio percorso già e con un’altra persona. Ricuperare un testo che veniva da me astratto  dal suo linguaggio ottocentesco per farne un nuovo libro. Giustificare la sottrazione è il compimento di altri possibili viaggi.

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